Callipo replica alla Sorical: «Ridurre la dipendenza in materia di risorse idriche è un obiettivo legittimo nell'interesse dei cittadini»

L'invaso dell'Alaco
In merito alle osservazioni contenute nella lettera a firma del direttore della gestione operativa della Sorical, Sergio De Marco, il sindaco di Pizzo, Gianluca Callipo, replica quanto segue:
«Mi sorprende che il dirigente De Marco sia stato addirittura colto da "profondo sconcerto e rammarico" a causa della volontà del Comune di ridurre progressivamente la dipendenza dalla Sorical, con l'unico obiettivo di contenere il costo dell'acqua potabile per i cittadini di Pizzo, puntando sullo sfruttamento sostenibile delle numerose fonti locali. Sarebbe come se una società per la fornitura di elettricità si dicesse "profondamente sconcertata e rammaricata" perché mi appresto a istallare i pannelli solari sul tetto di casa per produrre in proprio l'energia che mi serve. Capisco che la cosa possa generare fastidio, ma addirittura sconcerto e rammarico mi sembra eccessivo.
Nella lettera, recapitata tempestivamente alla stampa, mi si accusa di essere stato superficiale nel lanciare "proclami di indipendenza" in materia di risorse idriche, semplicemente perché ho annunciato l'intenzione dell'Amministrazione di censire e attivare i pozzi presenti sul territorio comunale, puntando già entro il 2013 a ridurre del 50 per cento il fabbisogno idrico attualmente soddisfatto con il servizio fornito da Sorical. Tutte cose già annunciate un anno fa in campagna elettorale e ora, di conseguenza, oggetto della nostra azione amministrativa. Un obiettivo che, visto il responso delle urne del maggio scorso, sembra ampiamente condiviso dalla cittadinanza napitina.
Sorical, come è giusto che sia, non ci fornisce le sue prestazioni gratuitamente, ma lo fa in cambio di un corrispettivo che comunque grava sulle tasche dei cittadini e sulle casse del Comune. Noi stiamo lavorando perché queste spese si riducano in maniera significativa. Mi sembra assolutamente legittimo e auspicabile. Nel perseguire questo obiettivo, non ho mai gettato discredito sulla Sorical, limitandomi a parlare di costi alti che è possibile abbattere sfruttando le risorse idriche locali. La riattivazione della sorgente di Sant'Antonio (che fornisce 15 litri al secondo e non 12, come affermato nella lettera di De Marco) ha rappresentato il primo passo in questa direzione, offrendo alla popolazione una fonte sicura di approvvigionamento, come è accaduto recentemente in occasione dell'allarme sulla potabilità dell'acqua proveniente dall'invaso dell'Alaco.


A questo proposito, vorrei precisare che è completamente fallace la ricostruzione offerta nella lettera riguardo al problema che ha determinato qualche giorno fa un breve stop della fontana di Sant'Antonio, causato da un guasto tecnico alla pompa del pozzo e non, come affermato incautamente, a causa del distacco della corrente da parte dell'Enel "per morosità!" del Comune. Vorrei consigliare al dirigente Sorical, dunque, di essere più parsimonioso nell'uso dei punti esclamativi e meno saccente nell'esporre le sue considerazioni, perché così lascia trasparire un livore assolutamente ingiustificato, che non dovrebbe avere spazio in un rapporto di committenza tra un ente locale e una società a controllo pubblico che fornisce, a pagamento, un servizio per la collettività.
Infine, in merito all'invaso dell'Alaco, dal quale fortunatamente Pizzo attinge soltanto 2 litri al secondo su un fabbisogno totale di 80, chi lo ritiene opportuno può anche andare a farci il bagno e ritemprarsi durante le vacanze estive. Io, invece, come tantissimi altri calabresi, non riesco a fidarmi ciecamente. Le analisi sulla potabilità saranno anche inappuntabili e rigorose, ma tanti, troppi sono i documenti giornalistici, le inchieste giudiziarie, le testimonianze dirette che raccontano un'altra storia, che quando sarà finalmente alle spalle non potrà che essere - lo confermo - soltanto un brutto ricordo».

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