Piedigrotta, il conto finale del risarcimento sfiora il milione di euro. Callipo: «Grave responsabilità politica di chi ci ha preceduto»

La Chiesetta di Piedigrotta
Nell'imminenza dell'effettivo pagamento di quanto dovuto alla famiglia dell'ex sindaco Fernando Nicotra, proprietaria dei terreni dove sorge la Chiesetta di Piedigrotta, la somma è stata definita ricalcolando gli interessi maturati, per un totale di circa 950mila euro.
È dunque questa la cifra finale che dovrà essere riconosciuta come debito fuori bilancio dal Consiglio comunale di Pizzo, in calendario il 30 settembre prossimo, al fine di procedere con il pagamento della prima rata di 600 mila euro, mentre il saldo dovrà essere versato entro febbraio 2014.
«Alla fine, calcolando gli interessi, la "cambiale" lasciata in eredità dalla passata amministrazione è ancora più salata di quanto temessimo - ha commentato il sindaco Gianluca Callipo -. Una situazione a dir poco incresciosa, che grava su tutti i pizzitani, perché è ovvio che si dovrà far fronte al debito in questione sottraendo risorse preziose alla città. Esiste una precisa responsabilità politica in tutta questa vicenda, che ricade sull'ex sindaco e, soprattutto, sull'ex vice sindaco Holmo Marino, oggi consigliere di minoranza, perché l'allora primo cittadino era in palese conflitto di interessi e, a norma di legge, doveva astenersi da qualsiasi valutazione. Era Marino, dunque, che avrebbe dovuto tutelare il Comune e impugnare la sentenza con la quale il Comune venne condannato al risarcimento della famiglia Nicotra. Nessuno, lo ribadisco, mette in discussione la legittimità morale e giuridica della decisione dei giudici, ma la stessa poteva e doveva essere impugnata entro il termine di un anno, così come suggerito anche dal legale del Comune. Non potendo più proporre appello contro quella sentenza, la nostra Amministrazione è riuscita comunque nel compito di ottenere una notevole riduzione dell'importo da pagare. Infatti, la sua entità - inizialmente fissata in 2 milioni di euro - è stata rivista grazie a una nuova perizia di valutazione che ha riconosciuto le nostre ragioni, portando alla somma definitiva, compresi gli interessi, di circa 950mila euro».

L'inizio della vicenda risale ai primi Anni '80, quando la signora Balotta, madre di Nicotra, decise di donare al Comune di Pizzo i terreni dove sorge la Chiesetta di Piedigrotta, interamente scavata nel tufo. L'Ente, però, non si attivò per perfezionare la donazione e dopo anni di immobilismo amministrativo la famiglia Balotta chiese di ritornare nella piena disponibilità dei beni immobili in questione. Nel 2002, quindi, venne avviato un contenzioso giudiziario dinnanzi al Tar, che terminò nel 2008 con la sentenza che condannava Palazzo San Giorgio a risarcire i proprietari, riconoscendo contestualmente il passaggio di proprietà del bene in virtù dei numerosi investimenti pubblici fatti nel corso degli anni per consentire la fruizione della chiesetta, che rappresenta una delle principali mete religiose e turistiche della Calabria. Il Tribunale amministrativo non stabilì però la somma da pagare, rimettendo la questione a un successivo accordo tra le parti, che però non venne raggiunto. Il nodo fu dunque sciolto con una nuova sentenza sulla sola definizione del valore, stimato in un primo momento in circa 2 milioni di euro e poi, grazie all'iniziativa dell'Amministrazione Callipo, portato agli attuali 950mila euro.

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