Il quadro della Madonna di Piedigrotta tornerà presto a Pizzo L'assessore Mazzei: «In questa fase gli allarmismi sono dannosi»

Il quadro della Madonna di Piedigrotta tornerà presto a Pizzo. Ad assicurarlo è l'assessore alla Cultura Cristina Mazzei, che non condivide i toni allarmistici con cui il consigliere di opposizione Pasquale Perri ha recentemente rilanciato la questione.
In particolare, Perri ha descritto come pretestuose le richieste della Sovrintendenza ai beni architettonici, che di fatto si rifiuterebbe di restituire l'antico dipinto, accampando di volta in volta varie scuse.
«È vero che il restauro del quadro è ormai finito da molto tempo - spiega l'assessore Mazzei - ma chiedendo precise garanzie sulle future modalità di esposizione e sulla salvaguardia dell'opera, la Sovrintendenza fa soltanto il proprio lavoro. Il consigliere Perri, come ogni cittadino di Pizzo, desidera che il dipinto torni qui. Ma non credo che toni così accesi e ultimativi aiutino a risolvere una vicenda complessa che si trascina da molti anni a causa di una lunga e ingarbugliata procedura burocratica». 
Considerazioni che Mazzei poggia sugli ultimi, incoraggianti sviluppi, che ricostruisce così: «Lo scorso 12 aprile - spiega - ho incontrato personalmente, a Cosenza, nella sede della  Sovrintendenza, la dott.ssa Rosanna Caputo (referente per i beni storici, artistici ed etnoantropologici della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea), la quale ha richiesto altra documentazione, tra cui l'attestato di idoneità, in termini microclimatici e di sicurezza, della struttura che ospiterà il quadro, ovvero il Santuario di San Francesco. Il 21 maggio scorso, quanto richiesto a integrazione della prativa è stato inviato dal Comune. Infine, appena 4 giorni fa, il 3 giugno, la Sovrintendenza ha risposto, definendo completa la documentazione pervenuta e ci ha comunicato che procederà alla restituzione del quadro, nel rispetto dei tempi tecnici che tale operazione comporta».
Insomma, secondo l'amministratore napitino non esiste più alcun ostacolo burocratico alla restituzione del dipinto, che entro breve tempo dovrebbe tornare a Pizzo. 
«Se Perri mi avesse contattato prima di rilasciare dichiarazioni così allarmate - conclude Mazzei - lo avrei ragguagliato sulla situazione. Sono passati molti anni da quando il quadro fu prelevato per il restauro, non è il caso dunque di sollevare polveroni proprio ora che la vicenda sembra vicina alla sua positiva conclusione».

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