Pizzo punta a riqualificare e valorizzare Castello Murat, Chiesetta di Piedigrotta e Villa Comunale affidando a terzi la gestione

Una suggestiva immagine del Castello Murat di notte
Valorizzare e riqualificare i principali beni comunali - Castello Murat, Chiesetta di Piedigrotta e Villa comunale - affidandone a terzi la gestione per renderli maggiormente fruibili e produttivi.
È questo l'obiettivo dei bandi di gara emanati negli ultimi giorni dal Comune di Pizzo, che dà attuazione così a una precisa strategia, più volte tracciata dal sindaco Gianluca Callipo e finalizzata a contrastare la mancanza di risorse che impedisce una gestione ottimale di quelli che sono unanimemente considerati come i gioielli del patrimonio pubblico di Pizzo. Basti pensare che la Chiesetta di Piedigrotta risulta essere il sito turistico-religioso più conosciuto della Calabria, con più visitatori di quanti ne possano vantare i Bronzi di Riace. Grande rilevanza storica e monumentale anche per il Castello, dove fu imprigionato e ucciso il Re di Napoli Gioacchino Murat. L'antico maniero che domina Pizzo, caratterizza in maniera inconfondibile lo skyline della città napitina e rappresenta un richiamo irresistibile per i turisti, vista anche la sua centralità architettonica nel nucleo urbano più antico e suggestivo.
Discorso a parte per la Villa Comunale, che rappresenta un'importantissima quanto sottoutilizzata area verde presente lungo Via Nazionale, la strada che attraversa tutta la parte alta di Pizzo. Una zona che, per caratteristiche urbanistiche determinate dalla presenza di grandi caseggiati, necessita di interventi in grado di migliorare gli standard di vivibilità.
«Tre luoghi diversi, ma comunque tre risorse culturali, storiche e urbanistiche che puntiamo a rendere massimamente fruibili - spiega l'assessore alla Cultura, Cristina Mazzei -. Ecco perché abbiamo deciso di concretizzare quanto avevamo già annunciato, avviando la ricerca di soggetti terzi intenzionati ad assumere la gestione di questi luoghi investendo risorse proprie, sulla base però di convenzioni da sottoscrivere con il Comune, caratterizzate da regole molto rigide che possano garantire la conservazione della destinazione pubblica dei beni in questione e il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, che potranno soltanto essere incrementati ma non diminuiti».
Concetti rimarcati dal sindaco Callipo, che sottolinea come questa operazione «non rappresenta una semplice esternalizzazione dei servizi, ma un coraggioso progetto di riqualificazione e valorizzazione, che fa leva sulla capacità attrattiva dei monumenti e delle aree oggetto delle gare». «Il Castello, la Chiesetta e la Villa sono e resteranno luoghi pubblici, patrimonio di tutta la città - sottolinea il primo cittadino -. Ma come amministratori abbiamo il dovere di preservarli e ottimizzarne l'utilizzo, affinché il loro potenziale si esprima al meglio».
Nello specifico, per quanto riguarda il Castello Murat e la Chiesetta di Piedigrotta, il bando è unico e prevede l'affidamento in convenzione, per un massimo di 3 anni, dei servizi di apertura e chiusura (in base agli orari ed ai giorni stabiliti dal Comune), sorveglianza, biglietteria (anche i prezzi dei ticket sono stabiliti dall'Amministrazione comunale e indicati nel capitolato d'appalto), assistenza, informazione, promozione, organizzazione di visite guidate e attività didattiche. Il compenso sarà erogato in percentuale sugli incassi realizzati con la vendita dei biglietti e oscilla da un minimo del 20 per cento per incassi annui fino a 70mila e 500 euro, ad un massimo del 45 per cento per introiti superiori a 201mila euro l'anno. Le stesse percentuali presenti nel capitolato d'appalto rappresentano la base d'asta sulla quale è possibile presentare le offerte al ribasso. Alla gara possono partecipare tutte le associazioni, ma anche gli imprenditori individuali, i consorzi e le associazioni temporanee d'imprese, secondo quanto previsto dalle normative in materia di partecipazione agli appalti pubblici. Un punteggio maggiore (fino a 30 punti) sarà attribuito in base alle qualifiche professionali, ai titoli di studio specialistici e alle esperienze lavorative del personale che si intende destinare al servizio, che andrà ad affiancare quello già impiegato; allo stesso modo, fino a un massimo di 30 punti potranno essere attribuiti alle offerte che saranno corredate da un progetto di promozione e comunicazione, con l’indicazione delle strategie che verranno adottate.
La stessa tipologia di soggetti può partecipare anche alla gara per l'affidamento della Villa comunale, il cui accesso resterà però gratuito. In questo caso, la durata della convenzione è stabilità in 5 anni e l'appalto riguarda la gestione e la cura di tutti gli spazi verdi e le pertinenze, compreso il locale adibito a bar-ristoro (dove il concessionario potrà esercitare attività di somministrazione di alimenti e bevande) e l'anfiteatro (che potrà essere utilizzato anche per spettacoli a pagamento); esclusi, invece, il bocciodromo e il locale adiacente al cancello d'ingresso.
La base d'asta per le offerte al ribasso è un compenso annuo di 12mila euro, ma chi si aggiudicherà la gara dovrà impegnarsi a effettuare una serie di interventi di adeguamento infrastrutturale e manutenzione straordinaria, già stabiliti nel capitolato d'appalto, il cui costo sarà compensato con l'ammortamento del canone annuo, fino a un massimo di 50mila euro nei 5 anni di durata del contratto.

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