Bilancio di previsione, Pizzo primo Comune in Calabria ad adottare il metodo sperimentale. Callipo: «Solo entrate e uscite reali»

A pochi giorni dall'approvazione del bilancio di previsione da parte del Consiglio comunale, il sindaco di Pizzo, Gianluca Callipo, torna sulla questione per sottolineare gli aspetti più rilevanti dell'importante documento contabile ed evidenziare come, per la prima volta in Calabria, un'amministrazione comunale abbia adottato un bilancio di cassa.
«Il Comune di Pizzo, unico nella nostra regione, ha aderito alla sperimentazione ministeriale che ha coinvolto poche decine di Amministrazioni su tutto il territorio nazionale - spiega Callipo -. Un progetto che ha impegnato gli enti coinvolti nella stesura di un bilancio di cassa anziché di competenza, cioè basato essenzialmente sulle spese e sulle entrate che verranno effettivamente liquidate e incassate, e non sulle voci soltanto presunte, come avviene appunto per quello di competenza. In questo modo abbiamo voluto dare un inequivocabile segnale di modernità e di efficienza nella gestione dei conti».
Un impegno tecnico gravoso, che però non ha impedito al Comune di approvare il documento contabile con largo anticipo sul termine ultimo di fine settembre, fissato dalla legislazione nazionale.
«E questo nonostante le difficoltà finanziarie che gravano su tutti gli enti locali e l'incertezza normativa legata all'imposizione di Imu e Tares - continua Callipo -. Eppure siamo riusciti a chiudere i conti senza aumentare quelle tasse il cui importo dipende dalla discrezionalità dell'Ente. Un risultato raggiunto innanzitutto grazie alla riduzione delle spese. Emblematica in questo senso è la netta diminuzione, rispetto al passato, degli affidamenti a ditte esterne dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, oggi svolti quasi nella loro totalità dall'efficientissima squadra di manutenzione comunale. A ciò abbiamo abbinato un maggior controllo sulle entrate, avviando una capillare campagna di recupero crediti diretta soprattutto a sollecitare i pagamenti delle imposte non versate nel corso degli anni da parte dei grandi contribuenti comunali».
Nel sottolineare gli sforzi compiuti per contenere l'imposizione tributaria, Callipo evidenzia come l'aumento relativo alla Tares dipenda purtroppo dalle decisioni assunte a livello nazionale.
«Il calcolo di questo tributo, che va a sostituire la Tarsu, dipende dalle normative nazionali - spiega il primo cittadino -. Inoltre, mentre la Tarsu copriva soltanto i servizi di spazzamento, raccolta e sversamento in discarica dei rifiuti, la nuova Tares, oltre a queste finalità, è destinata alla copertura di tutta una serie di servizi comunali, così come prevedono le nuove leggi. Ovvio, quindi, che il suo importo sia maggiore rispetto alla precedente imposta, anche se siamo riusciti a limitare l'aumento, ottimizzando le spese per lo spazzamento e la raccolta dei rifiuti, attraverso l'affidamento dei servizi tramite gare ad evidenza pubblica europea e l'intermediazione della Stazione unica appaltante, anche queste novità per il contesto napitino».
Molti gli interventi per i quali il nuovo bilancio di previsione prevede la copertura finanziaria. Tra questi, particolare rilevanza rivestono la realizzazione di dossi artificiali su diverse strade comunali; interventi di arredo urbano; sostegno alle famiglie bisognose; interventi di pulizia ambientale straordinaria in diverse aree, compresa la Pineta Colamaio; sostegno e patrocinio per numerose manifestazioni destinate a promuovere l'immagine territoriale e ampliare l'offerta turistica; acquisto di un nuovo mezzo destinato al Corpo dei i vigili urbani e assunzione di nuovi agenti part-time per rinforzare l'organico; ottimizzazione delle risorse umane attraverso l'incremento retribuito delle ore di lavoro di una parte del personale comunale; nuovi interventi di manutenzione scolastica e della rete viaria locale.
Insomma, per Callipo, quello appena approvato è un bilancio preventivo frutto di un intenso anno lavoro, durante il quale non poche sono state le difficoltà alle quali si è dovuto far fronte, soprattutto con riferimento alla situazione debitoria ereditata dalla passata amministrazione.
«Mettere i conti a posto ed evitare il default dell'Ente ha assorbito gran parte delle nostre energie, soprattutto nei primi sei mesi di mandato - conferma il sindaco -. Siamo riusciti a far fronte all'emergenza finanziaria anche ricorrendo agli strumenti previsti dal Decreto legge 35/2013, quello per i pagamenti dei debiti scaduti della Pa, che ci ha consentito di ottenere a condizioni molto vantaggiose un anticipo di circa 2 milioni e 278mila euro dalla Cassa depositi e prestiti, per pagare i debiti risalenti agli anni precedenti all'attuale amministrazione, molti dei quali sono vantati da imprese che hanno collaborato in passato con il Comune. In questo modo, riusciremo a onorare le fatture inevase e accumulate negli ultimi 10 anni».

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