Dopo 15 anni demolito l'ecomostro della Marinella. Il sindaco di Pizzo: «Grande soddisfazione, finalmente liberata la spiaggia»

L'intervento di demolizione
Quindici anni di carte bollate, procedimenti giudiziari, passaggi di competenze, ordinanze, ma alla fine l'ecomostro è venuto giù. L'immobile a due piani che sorgeva a pochi metri dalla riva, sulla spiaggia della Marinella di Pizzo, non c'è più, grazie all'impegno dell'attuale Amministrazione comunale, che circa un anno fa, insieme alla Capitaneria di Porto, ha premuto sull'acceleratore del complicato iter burocratico, accollandosi le spese dell'intervento (oltre 60mila euro), salvo rivalersi sui proprietari dell'immobile che non hanno ottemperato all'ordinanza di demolizione e sgombro di area demaniale emessa a suo tempo dal Comune.
Un risultato frutto anche della collaborazione instaurata dal Comune con Prefettura, Capitaneria di Porto, Procura della Repubblica di Vibo Valentia, che hanno lavorato in sinergia per giungere all'epilogo che si attendeva da molto tempo: restituire al litorale napitino il suo profilo naturale, rimuovendo il fabbricato ormai pericolante perché intaccato dall'erosione marina.
Al via delle operazioni di abbattimento, eseguite oggi da operai specializzati con l'ausilio una ruspa dotata di martello demolitore, hanno assistito tutti i rappresentanti delle autorità coinvolte, comprese quelle di pubblica sicurezza, nella volontà di lanciare un messaggio corale di ripristino delle regole. Presente anche una rappresentanza degli alunni della scuola Amerigo Vespucci di Vibo Marina, accompagnati dalla dirigente Maria Salvia e impegnati in un progetto a favore della legalità.
Veder crollare quella casa costruita a due passi dal bagnasciuga alla fine degli Anni '60 e disabitata da tempo, ha rappresentato un evento fortemente simbolico, «per certi versi unico», come ha sottolineato il prefetto Michele Di Bari. Accanto a lui, c'erano il sindaco di Pizzo Gianluca Callipo, il procuratore di Vibo Valentia Mario Spagnuolo, il presidente del Tribunale Roberto Lucisano, il giudice Fabio Regolo, il questore Angelo Carlutti, il comandante provinciale dei Carabinieri Daniele Scardecchia, il comandante provinciale della Guardia di finanza Paolo Valle, il comandante provinciale del Corpo forestale Lorenzo Lopez e il comandante della Capitaneria di porto Paolo Marzio.



Prima di procedere all'intervento di demolizione, nel corso delle scorse settimane è stato rimosso il tetto di eternit dell'edificio, operazione particolarmente delicata che va effettuata seguendo precisi protocolli di sicurezza da ditte specializzate nella gestione dell'amianto, le cui fibre sono altamente cancerogene se accidentalmente inalate.
«Da tempo immemorabile questo edificio fatiscente incombeva sulla bellissima spiaggia della Marinella e veniva additato da turisti e visitatori come incredibile dimostrazione dello scempio ambientale che spesso caratterizza in negativo il Sud - ha affermato il sindaco Callipo -. Averlo abbattuto, dunque, è motivo di enorme soddisfazione per il Comune e per tutti i cittadini di Pizzo che credono fortemente nella necessità di valorizzare al meglio le risorse turistiche locali, tutelando il territorio e promuovendo senza riserve il rispetto delle regole».
La salvaguardia dei principi di legalità, perseguibile innanzitutto attraverso la fattiva collaborazione tra Istituzioni, è stato il concetto sottolineato anche dal prefetto Di Bari e dal procuratore Spagnuolo, che hanno rimarcato il forte valore simbolico di questa demolizione, scaturita dalla proficua sinergia che si è instaurata tra le diverse autorità coinvolte.



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