Del posto fisso si può fare anche a meno, ma di un lavoro vero no

Posto fisso... sogno o noia mortale?
Dopo che a Matrix il presidente Monti ha definito “monotono” il posto fisso (le parole precise sono state queste: «I giovani devono abituarsi all'idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. E poi, diciamolo, che monotonia. È bello cambiare e accettare delle sfide»), su Facebook ha cominciato a girare un post virale: «E allora adesso mi spieghi perché le tue banche di m... non ci danno il mutuo se non abbiamo il posto fisso!»
Sacrosanto.
Anzi, sono sacrosante entrambe le affermazioni, perché sono le facce di una stessa medaglia. Ha ragione Monti ad esortare i giovani a cambiare mentalità e approccio al mondo del lavoro, come avviene già da decenni in altri Paesi, come gli Stati Uniti, dove una persona cambia in media 5 o 6 impieghi durante la sua vita lavorativa.  Che lo si voglia o no è questa la dinamica che si affermerà sempre più anche in Italia. Ma non si può pretendere che i giovani si adattino a un mercato del lavoro più moderno e dinamico, se poi il resto del sistema non viene adeguato al cambiamento in atto. Oggi in Italia non avere un reddito stabile e certificato significa ancora non avere alcuna concreta possibilità di essere indipendenti, mettere su famiglia e costruire il proprio futuro.
Se molti giovani ancora sognano il posto fisso, dunque, è solo perché forse non si offre loro una valida alternativa per vivere dignitosamente.

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