Il rilancio di Pizzo passa attraverso il recupero del centro storico, il turismo e l'urbanistica

Pizzo Calabro
Intervista di Giuseppe Cultera a Gianluca Callipo, pubblicata sul Quotidiano della Calabria martedì 25 ottobre

Gianluca Callipo, assessore provinciale e consigliere comunale uscente di minoranza, è una delle personalità più importanti del panorama politico di Pizzo. È facile prevedere dunque un suo impegno in occasione delle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale, che si terranno nel mese di maggio, ma che potrebbero essere anticipate a marzo qualora si dovesse votare anche a livello nazionale. Approfittando della sua disponibilità, gli abbiamo rivolto qualche domanda. Ed egli, dimostrando di avere le idee molto chiare, non si è tirato indietro nel rilevare, in esclusiva al Quotidiano, talune importanti anticipazioni.
Assessore Callipo, a Pizzo gli ambienti politici sono in continuo fermento in vista delle prossime elezioni, qual è la situazione?
«La città vive una situazione disastrosa causata dall’abbandono di questi anni e dai disastri ereditati dall’amministrazione Stillitani-Nicotra, che ormai sono sotto gli occhi di tutti. Pizzo non è governata da molto tempo, le opere pubbliche sono rimaste semplici promesse e solo in qualche caso avviate ma mai completate. La cementificazione è aumentata, con l’aggravante dell’aver consentito l’edificazione anche sulle aree standard messe in vendita dall’amministrazione uscente. A ciò si aggiunga che con l’avvento dei commissari prefettizi, ai quali riconosco un grande impegno nel fare quanto possibile per soddisfare le esigenze più urgenti, si è scoperta l’esistenza di enormi debiti fuori bilancio e quindi si è dimostrata la falsità delle dichiarazioni dell’allora presidente del consiglio Stillitani che affermava che il nostro Comune era economicamente virtuoso. Oggi, a pochi mesi di distanza da quelle dichiarazioni, sappiamo che l’Ente è in una situazione vicina al dissesto finanziario».
Un quadro molto preoccupante. Di cosa ci sarebbe bisogno oggi per superare queste difficoltà?
«La città ha bisogno di molte cose ma innanzitutto è necessario ridare fiducia ai Pizzitani che in tutti questi anni, a prescindere dai colori politici, hanno visto deluse le tante aspettative che avevano perché non sono state mai realizzate le mille promesse fatta da chi si è trovato poi ad amministrare la cosa pubblica. Per riconquistare ottimismo e fiducia serve principalmente una nuova classe politica, che non si sia già confrontata, con risultati fallimentari, con l’amministrazione della città. Una classe politica formata da molti giovani, che con competenza, voglia di fare e entusiasmo sia in grado di dimostrare come si può operare fattivamente nell’interesse dei cittadini risolvendo o attenuando le tante problematiche che attanagliano Pizzo, creando così nuove opportunità di sviluppo e di occupazione.
Allo stesso tempo chi si presenta deve impegnarsi nell’elaborazione di un programma capace di incidere concretamente sulla realtà quotidiana della città, assicurando innanzitutto la soddisfazione dei bisogni primari delle persone e il rispetto dei diritti più elementari. Insomma, basta con i libri dei sogni che restano puntualmente irrealizzati, meglio individuare pochi punti realmente fattivi, intervenendo così su ataviche problematiche mai scalfite in passato».
Ad esempio?
«Credo che tra le priorità ci sia l’assetto urbanistico della città, con il recupero del centro storico che esprime grandi potenzialità anche dal punto di vista turistico. Per raggiungere questo risultato è necessario dare una rotta precisa attraverso lo strumento del PSC, che non deve prevedere nuove aree edificabili, affinché i nuovi investimenti immobiliari destinati ad aumentare l’offerta residenziale siano dirottati obbligatoriamente verso l’utilizzo e il recupero del patrimonio edilizio già esistente e attualmente abbandonato. Questo è l’unico modo concreto per riportare all'antico splendore gli edifici, i palazzi, le strade del centro storico, con conseguente rivitalizzazione di luoghi così importanti del nostro passato e potenzialmente motori di sviluppo per il nostro futuro.

E per quanto riguarda i nuovi quartieri?
Si può intervenire, per migliorane la vivibilità dei quartieri di più recente edificazione (come quelli lungo via Nazionale), cresciuti a dismisura, in maniera caotica e senza spazi di socializzazione.
Il mio convincimento è che un’ulteriore cementificazione del territorio comunale ne distruggerebbe definitivamente l’identità e farebbe crollare il valore delle case, che hanno rappresentato fin qui il principale investimento delle famiglie pizzitane.
Bisogna concentrarsi invece sull’ottimizzazione del patrimonio immobiliare esistente, recuperando una dimensione umana e vivibile della città, in primis attraverso la realizzazione di spazi verdi attrezzati, la riduzione drastica dell’attraversamento di mezzi pesanti (grazie anche alla bretella che stiamo realizzando come Amministrazione provinciale e che sarà pronta entro il 2012), la creazione di luoghi di aggregazione all'aperto, di marciapiedi, di collegamenti, anche meccanizzati, a basso o nullo impatto ambientale».
Ma una tale scelta non va contro gli interessi del settore delle costruzioni?
Pensare ciò è un errore, in quanto l’eventuale domanda di nuove abitazione verrebbe ampiamente soddisfatta mediante le ristrutturazioni, che oltre ad essere eco-sostenibili e molto più utili per la nostra città, sono il principale ramo di attività delle aziende cittadine del comparto edile. A tale indirizzo si potrebbe derogare solo in due casi: per le aree a destinazione produttiva da ubicare al confine con la zona industriale di Maierato, in quella già prevista come area di sviluppo industriale di Pizzo (l'area PIP), e per le iniziative di tipo turistico-alberghiero, che dovrebbero essere di piccole dimensioni e da realizzarsi nell’ambito cittadino o nelle immediate vicinanze, come alla Marinella.
Una scelta di questo tipo consentirebbe di incentivare il comparto edile senza snaturare la vocazione turistica di Pizzo, anzi la consoliderebbe e favorirebbe anche il rilancio delle attività commerciali presenti nel centro urbano.
Ritiene credibili le indiscrezioni che vogliono la presentazione di numerose liste in corsa per il Comune?
Credo che alla fine le liste non saranno più di tre e penso che ciò favorirà il voto libero, anche grazie alla riduzione dei consiglieri comunali che in totale saranno solo dieci anziché sedici. Il voto di opinione avvantaggerà senz’altro una lista costituita da figure nuove, credibili che con un programma serio e realistico possano ridare fiducia ai cittadini e contrastare le derive populiste dell’antipolitica.
Attualmente lei è assessore provinciale al Turismo e allo Sport, un ruolo che svolge con grande impegno, nonostante la scarsità di risorse a disposizione di questo settore. Eppure la Provincia di Vibo Valentia non vive un momento particolarmente felice, né da un punto amministrativo né politico. Qual è il suo personale bilancio degli ultimi tre anni?
Non entro nel merito delle questioni politiche, che competono al presidente De Nisi, del quale ho grande stima e rispetto. Ma dal punto di vista amministrativo mi sento di affermare che la Provincia, nei limiti di una disponibilità finanziaria sempre più ridotta all’osso a causa della crisi e dei tagli di Governo e Regione, ha fatto e fa tanto per questo territorio, sebbene spesso la sua azione non venga percepita in pieno dall’opinione pubblica. I motivi di questo atteggiamento critico nei confronti dell’Ente sono riscontrabili innanzitutto nel luogo comune che descrive le Province come inutili. 
Interventi programmati e realizzati a Pizzo dalla Provincia?
L’ammodernamento infrastrutturale della strada giunge nella zona industriale di Maierato e della strada Pizzo-Vibo Marina; come Provincia, poi, abbiamo realizzato importanti lavori all'Istituto tecnico nautico per circa 650 mila euro ed entro fine anno inizieremo l’intervento per il completamento della piscina della scuola, grazie ad un ulteriore stanziamento di 150mila euro. Tra qualche mese completeremo il bocciodromo, anche se in materia di impiantistica sportiva sono rammaricato dal fatto che la precedente amministrazione comunale non sia riuscita nemmeno a spendere il finanziamento di 600mila euro che avevamo messo a disposizione della città. Se fossero stati spesi questi fondi le squadre pizzitane non avrebbero dovuto affrontare le recenti problematiche legate alle carenze di impianti sportivi. 
E sulla viabilità?
la Provincia è l’unico ente che sta realizzando un intervento che attenuerà concretamente il problema, grazie alla bretella che stiamo costruendo in prossimità del bivio della stazione, dando così la possibilità di deviare i mezzi pesanti sul percorso alternativo, con benefici per l’intera città».

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