Il circolo Pd di Pizzo è intervenuto sulla questione del dimensionamento scolastico e sulle conseguenze per l'Istituto Nautico. Una presa di posizione che mi trova assolutamente concorde, nella convinzione che intorno a questa vicenda qualcuno voglia sollevare polveroni strumentali ai propri fini politici, creando ad arte infondati allarmismi.
Di seguito, il comunicato stampa che il Pd ha inviato oggi ai giornali.

«Con riguardo al recente dimensionamento scolastico predisposto dalla Provincia sono opportune alcune considerazioni, con particolare riferimento a Pizzo, dove è venuta meno una dirigenza ma è stata mantenuta la piena autonomia dell’Istituto Nautico. Un risultato importantissimo, che tutela le peculiarità territoriali di un’istituzione scolastica che fa parte dell’identità stessa della città. Nonostante ciò, alcuni hanno mosso critiche feroci contro l’Amministrazione provinciale, imputandole la soppressione di una dirigenza, ed in particolare la perdita dell’autonomia della Ragioneria. Considerazioni, a nostro parere, ingenerose e miopi, ma comunque legittime se fatte in buona fede.
 Ingiustificabile, invece, è la strumentalizzazione politica posta in essere da alcuni esponenti politici locali e, in particolare, dell’Udc, che in Consiglio provinciale hanno gridato allo scandalo e si sono strappate le vesti, pretendendo a parole il mantenimento di entrambe le autonomie scolastiche, pur sapendo che non c’erano i presupposti numerici imposti dalle norme in vigore.
Demagogia pura, finalizzata ad una propaganda di bassa lega, che finge di dimenticare che se oggi il numero degli istituti viene drasticamente ridotto in tutta Italia è colpa di una riforma, quella attuata dall’ex ministro Gelmini, che ha disastrato l’istruzione pubblica, tagliando le spese sulla base di semplici calcoli matematici: sotto un certo numero di studenti le scuole devono chiudere ed essere accorpate ad altre, punto. Per evitare le polemiche che puntualmente accompagnano il dimensionamento, la Provincia avrebbe potuto lavarsene le mani, lasciando che il settore venisse commissariato dalla Regione. Invece l’Amministrazione De Nisi si è assunta le proprie responsabilità e ha attuato una rimodulazione che ha consentito di salvaguardare decine di autonomie scolastiche, tra cui quella del Nautico, che da questo piano esce numericamente rafforzato e maggiormente tutelato. Certo, c’è rammarico per la perdita della dirigenza della sezione commerciale, che torna ad essere accorpata ad un istituto di Vibo, così come era a fine anni ‘90, ma è utile ricordare che gli studenti rimarranno comunque all'interno dello stesso edificio del Nautico e non subiranno alcun disservizio logistico.
In ogni caso, se l’Udc ha così a cuore come dice il mantenimento di entrambe le dirigenze scolastiche di Pizzo, può fare pressione sulla Regione, governata da una giunta di centrodestra, nella quale può vantare anche un suo autorevole esponente napitino. È alla Regione, infatti, che spetta l’ultima parola, visto che deve approvare il piano elaborato a livello provinciale.
Detto questo, è sugli studenti, sul diritto allo studio e sulla qualità dei moduli didattici che vale la pena riservare una riflessione finale: c’è sempre troppa tensione intorno al piano di dimensionamento scolastico, come se da esso dipendesse il futuro dei ragazzi; questa è una mistificazione con la quale si cerca di confondere l’opinione pubblica, perché la rimodulazione riguarda soprattutto i dirigenti, quelli che una volta si chiamavano presidi e direttori, mentre la qualità della scuola, dell’insegnamento, della formazione dipende principalmente da altri fattori sui quali, stranamente, non si discute e non ci si accapiglia mai
Il Circolo Pd di Pizzo

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