Tari, Callipo rassicura i cittadini: «Più leggera della vecchia Tares e nessuna sanzione di mora per i pagamenti in ritardo di due mesi»

Nessuna sanzione di mora per le rate della Tari pagate con due mesi di ritardo. È quanto afferma il sindaco di Pizzo Gianluca Callipo, rassicurando così i cittadini che nelle ultime due settimane si sono visti recapitare i modelli F24 premarcati relativi ai mesi di novembre e dicembre 2014, dunque fuori tempo limite rispetto ai termini previsti.
«A causa di un ritardo nell'invio dei modelli già compilati - spiega Callipo - questi sono stati recapitati quando ormai i termini di pagamento delle prime dure rate (in tutte sono 6, per chi sceglie la soluzione rateizzata, ndr) erano scaduti. Il Comune, dunque, non applicherà alcuna sanzione di mora, neppure alle rate successive che verranno pagate in ritardo». In altre parole, il termine riportato sui 6 bollettini per il pagamento rateale si deve intendere prorogato di volta in volta di due mesi.
Al di là di questo intoppo tecnico, che comunque non avrà conseguenze pecuniarie sui cittadini, Callipo ci tiene a ribadire che la Tari, cioè la tassa sui rifiuti che sostituisce la Tares, non ha determinato a Pizzo alcun incremento della pressione fiscale.
«Anzi - continua il primo cittadino - rispetto alla Tares, l'importo è di 30 centesimi di euro in meno per metro quadro, quindi la Tari risulta meno salata della vecchia imposta sui rifiuti. Inoltre, optando per l'invio dei modelli F24 già compilati al posto dei bollettini postali, abbiamo dato la possibilità di risparmiare il costo delle singole operazioni di pagamento».
Diversa la situazione per i bar e ristoranti che occupano suolo pubblico in concessione, come ad esempio quando hanno tavoli all'aperto. Sebbene anche in questo caso non siano stati applicati aumenti dell'aliquota, per questi esercizi il calcolo della Tari viene effettuato anche sulla porzione di spazio pubblico occupato. Circostanza che può creare qualche malumore tra gli esercenti, ma che risponde a un principio di corretta applicazione dell'imposta previsto dalle norme in vigore. Secondo la legge, infatti, nel computo finale della metratura in base alla quale calcolare l'importo Tari da pagare, rientra anche l'area ottenuta in concessione dagli esercizi commerciali, che comunque possono decidere di pagare meno riducendo il suolo pubblico richiesto in concessione.

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