Legalità, il Comune di Pizzo pubblica la bozza del Codice di comportamento anticorruzione e avvia la fase concertativa

In vista dell'adozione da parte del Comune di Pizzo del Piano anticorruzione, il segretario generale dell'Ente, Domenico Scuglia, in qualità di responsabile della prevenzione della corruzione, ha elaborato le linee guida del Codice di comportamento che rappresenterà l'ossatura dell'importante atto amministrativo, così come previsto dal Dpr 62/2013.
Il Codice di comportamento rappresenta uno degli strumenti essenziali per l’attuazione delle strategie di prevenzione della corruzione nelle amministrazione pubbliche, al fine di imporre modelli di comportamento corretti e di minimizzare i rischi di derive illegali.
Alla fine dell'iter, il Piano anticorruzione, modulato proprio sul Codice di comportamento oggetto di questa prima fase di stesura, dovrà prevedere, tra l'altro, gli adempimenti e gli obblighi previsti per la trasparenza e la pubblicità, la rotazione del personale e gli obblighi di astensione in caso di conflitto di interesse, discipline specifiche in materia di incarichi d'ufficio, di formazione di commissioni, di tutela del dipendente che effettua segnalazioni di illecito, nonché un programma di formazione in materia di etica, integrità e altre tematiche attinenti alla prevenzione della corruzione.
La bozza del Codice di comportamento elaborata dal segretario generale è stata oggetto di un avviso pubblico (presente sull'Albo pretorio online) con il quale è stato formalmente avviato il percorso partecipativo previsto dalla normativa in materia e, in particolare, dalle disposizioni dettate dall'Autorità nazionale anticorruzione. In altre parole, la bozza può essere ora vagliata dalle organizzazioni sindacali, dalle associazioni rappresentate nel Consiglio nazionale dei consumatori e dagli utenti che operano nel settore, nonché da altre organizzazioni rappresentative dei soggetti che operano nel settore e che fruiscono delle attività e dei servizi prestati dall’Amministrazione. 
Al termine di questa fase concertativa, il Codice di comportamento sarà redatto nella sua forma definitiva e integrato nel Piano anticorruzione, che dovrà poi essere approvato dal Consiglio comunale per divenire così pienamente operativo.  

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