L'acqua è potabile, l'Asp si era sbagliata. Callipo: «Sconcerto e incredulità per una vicenda che ha creato grande preoccupazione»

In merito a quanto successo oggi in seguito alla presunta non potabilità dell'acqua proveniente dal bacino dell'Alaco - allarme rientrato in serata dopo nuovi controlli -  il sindaco di Pizzo, Gianluca Callipo, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
«Questa giornata di ordinaria follia tipicamente italiana si chiude fortunatamente con una buona notizia: da nuove analisi risulta che l'acqua proveniente dall'Alaco è potabile, l'Azienda sanitaria provinciale si era sbagliata. Anche il Comune di Pizzo, dunque, si appresta a revocare l'ordinanza emessa in mattinata che vietava l'uso dell'acqua per fini potabili, alimentari e di pulizia personale.
Rimane lo sconcerto misto a incredulità su come sia stato possibile che si verificasse tutto ciò, creando un forte allarme nella cittadinanza e soprattutto tra chi deve prendersi cura di bambini e anziani.
Come amministrazione comunale abbiamo fatto il nostro dovere vietando l'uso per fini potabili dell'acqua distribuita dalla rete domestica e allertando immediatamente la popolazione con annunci itineranti, ma non sono mancati momenti di tensione e di comprensibile protesta. Come per l'emergenza rifiuti, i Comuni si trovano spesso in prima linea senza avere alcuna responsabilità diretta sui disagi subiti dai cittadini.
Approfitto comunque dell'occasione per sottolineare che, per quanto riguarda Pizzo, l'acqua proveniente dall'invaso Alaco è estremamente residuale rispetto alle altre fonti di approvvigionamento utilizzate, fornendo al nostro territorio soltanto 2 litri al secondo sui complessivi 48 litri al secondo che costituiscono il normale fabbisogno napitino. In ogni caso, pur augurandomi che non ce ne sia bisogno in futuro, voglio ricordare che è sempre possibile rifornirsi di acqua potabile e sicura utilizzando la fontana pubblica di Sant'Antonio, recentemente ripristinata proprio dalla nostra Amministrazione, utilizzando una sorgente locale situata a circa 50 metri di profondità, sulla quale sono state preventivamente effettuate tutte le analisi di potabilità e salubrità».

Commenti

  1. Ciao Gianluca, io purtroppo sono ancora preoccupato in quanto la nota dell'ARPACAL non parla di potabilità ma di composti non previsti dal d.lgs. 31/01 e quindi senza limiti di legge. Può sembrare banale ma non è la stessa cosa. Secondo me ancora ne vedremo delle belle! A presto e complimenti per il tuo operato
    Lorenzo

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