Il presidente del Consiglio comunale replica alla minoranza: «Volete piegare le regole ai vostri fini di polemica politica»

Una seduta del Consiglio comunale di Pizzo
«I toni assunti dalla minoranza consiliare sono inammissibili, perché basati su argomentazioni inesistenti e lesive della dignità dell'Assemblea». Il presidente del Consiglio comunale di Pizzo, Vincenzo Pagnotta, replica con decisione alle accuse lanciate dai consiglieri di opposizione, che denunciano la presunta mancanza di democrazia e trasparenza all'interno del civico consesso. In particolare, la minoranza sostiene che sia stato violato il regolamento, non convocando il Consiglio sulla base di una sua esplicita richiesta.
«È inaccettabile questo atteggiamento - continua Pagnotta - che cerca di piegare strumentalmente le regole del Consiglio ai propri fini di polemica politica. Le norme che disciplinano la convocazione dell'Assemblea sono chiare e sono sempre state rispettate alla lettera. In particolare, l'articolo 47, quello che secondo l'opposizione sarebbe stato eluso, stabilisce che la richiesta di convocazione può essere avanzata da almeno un quinto dei consiglieri, ma è necessario che questi alleghino una relazione che illustri nel dettaglio l'oggetto da trattare. Allo stesso modo, qualora i consiglieri propongano l'adozione di atti deliberativi da parte del Consiglio (art. 48), devono allegare alla richiesta di convocazione la bozza della delibera che vogliono sottoporre all'attenzione dell'Assemblea, corredata da una relazione illustrativa. Ebbene, di questa relazione e di questa bozza non c'è traccia nella richiesta dei consiglieri d'opposizione, che invece si sono limitati a presentare una generica e stringatissima istanza a favore di un Consiglio sulla questione delle ingiunzioni di pagamento per i tributi comunali. In questo modo sono stati proprio loro a eludere la ratio della norma, che mira a evitare che la convocazione dell'Assemblea venga strumentalizzata per scopi di mera polemica politica».
 Ma c'è di più. Anche lo statuto comunale rimarca la necessità che le richieste di convocazione del Consiglio siano esaustive e articolate, al fine di consentire l'acquisizione degli obbligatori pareri tecnici, prima che gli argomenti vengano sottoposti all'esame dell'Assemblea.
Infine, in merito ai rapporti con le forze politiche rappresentate in Consiglio, Pagnotta sottolinea con amarezza l'atteggiamento di conflitto perenne assunto dalla minoranza: «Nonostante abbia cercato sin dall'inizio di impostare il mio lavoro su una proficua collaborazione, anche attraverso incontri informali con tutti i consiglieri per favorire il massimo livello di cooperazione, devo riscontrare per l'ennesima volta la chiusura di chi probabilmente non riesce a concepire il proprio ruolo in una prospettiva di azione sinergica per il bene comune. La minoranza ha non soltanto il diritto, bensì anche il dovere di pungolare, criticare e sollecitare chi guida il Comune, ma abbandonarsi ad accuse gratuite di mancanza di trasparenza e legalità significa oltrepassare il segno del confronto democratico. Fortunatamente per loro, però, i miei principi di imparzialità e correttezza sono più saldi di qualsiasi insinuazione e continuerò a coordinare i lavori del Consiglio comunale con il massimo rispetto dell'Istituzione e della Legge».

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